"A Reality on the world"

Esistono diversi tipi di realtà all'interno del nostro Mondo. Diversi punti di vista e contesti. Diversi sono i Paesi e i popoli. E certe storie regalano brezza lieve di nuova conoscenza. Là, dove non è possibile conoscere ogni angolo di questa Terra, è però possibile comunicare visioni e sfaccettature, a chi sarà interessato a leggerne le storie.

2013/09/18

I SIRO-PALESTINESI: LA GUERRA, L'ACQUA ALLA GOLA E LA DEPORTAZIONE EGIZIANA


I SIRO-PALESTINESI: LA GUERRA, L'ACQUA ALLA GOLA E LA DEPORTAZIONE EGIZIANA

E' del 17 settembre la notizia degli spari della guardia costiera egiziana su un barcone di 200 siro-palestinesi che cercavano di raggiungere l'Italia. Si parla di 2 morti, alcuni feriti e dell'arresto dei passeggeri.
Alcune associazioni di tutela dei diritti denunciano i mal trattamenti delle autorità egiziane nei confronti di chi scappa dal conflitto siriano.
Almeno 236 siriani e palestinesi, sono già stati deportati dalle autorità egiziane in Turchia, in Libano e in Siria arrestati all' aereoporto. A fine agosto erano stati individuati, su un'isola vicino ad Alessandria, mentre cercavano di recarsi in Italia con l'aiuto di trafficanti. Successivamente trasportati ad Abu Qir, un accampamento militare ad Alessandria orientale e in seguito trasferiti alla stazione di polizia di Montazah. L' accusa è quella di aver cercato di lasciare l'Egitto in maniera irregolare. Molti siriani, tra cui donne e bambini sono detenuti in carcere e non hanno avuto accesso a cure mediche, fra loro si contano malati di cancro e bambini con infezioni cutanee.
Secondo l' UNHCR, ci sono 124.730 profughi provenienti dalla Siria registrati in Egitto. Secondo le autorità egiziane molti di più.
Dopo il golpe militare e la caduta di Mohamed Morsi avvenuta il 3 luglio 2013, l'atteggiamento nei confronti dei profughi siriani è mutato, predisponendo l'8 luglio 2013, come requisito essenziale per l'accesso all' Egitto, l' ottenimento di un visto di ingresso richiesto prima del viaggio.
Dal 1° luglio le autorità hanno arrestato almeno 250 siro- palestinesi a cui si aggiungono i siriani arrivati il 17 settembre e i crescenti numeri (ancora non ufficiali) denunciati dagli attivisti che, in queste ore, raccontano di una serie di arresti avvenuti presso le coste egiziane.
Più della metà dei circa 530.000 rifugiati palestinesi che vivono in Siria sono diventati sfollati a causa del conflitto interno e più di 1.400 sono stati uccisi, la stragrande maggioranza dei quali civili.
La situazione diventa alquanto drammatica quando a tutto ciò si aggiunge la mancanza di vie d'uscita per così dire legali: la mancanza di rappresentanze consolari in Siria, la chiusura dei valichi di frontiera e le difficoltà pratiche nel circolare all'interno del territorio siriano.
Recentemente la Svezia ha dichiarato di voler accogliere i profughi siriani, donandogli un permesso di soggiorno permanente, questa notizia ha procurato una grande confusione per coloro che si trovano in cerca di una via d'uscita in Medio Oriente, che hanno affollato le rappresentanze svedesi all'estero, pensando di poter richiedere protezione internazionale.
Dal G6 a Roma, il ministro Merkel suggerisce una soluzione: il rilascio di un “visto europeo” sul modello statunitense. Una proposta che pare voler superare Dublino II e ridurre il numero dei profughi sulle coste italiane, ma che non spiega dal punto di vista pratico come agevolare il rilascio dei visti ai siriani, che non hanno possibilità di recarsi alle rappresentanze consolari in Siria e non suggerisce una soluzione al fenomeno dei flussi, per così dire, 'clandestini' che provengono dall'Egitto.
La questione palestinese torna ad essere più attuale che mai: i palestinesi non hanno un posto sicuro in cui rifugiarsi e la terra a cui appartengono porta il nome israeliano ed è territorio impenetrabile. I negoziati di pace per il diritto al ritorno dei palestinesi sono iniziati questa estate e rimarranno segreti fino alla conclusione, a metà 2014. L'obiettivo sarebbe la costituzione di uno stato palestinese limitrofo a quello israeliano, ma le difficoltà per le continue divergenze tra israeliani e palestinesi allontanano sempre di più l'aspettativa.
Nella speranza che l'Europa riesca a trovare una soluzione per la collocazione dei rifugiati che cercano di scappare dalle guerre e nella speranza che il conflitto siriano cessi al più presto, l'unica constatazione possibile da fare è che che si sta perpetuando, su diversi fronti, uno sterminio di massa, che la comunità internazionale dovrebbe bloccare al più presto con soluzioni decise e subito attuabili.

Manuela Scebba


Fonti e approfondimenti: