"A Reality on the world"

Esistono diversi tipi di realtà all'interno del nostro mondo: diversi punti di vista, diversi contesti, diversi Paesi, diversa gente. Storie che regalano un certo fascino a chi le apprende,l'ebrezza lieve di una nuova conoscenza che si fa interiorità: non è possibile conoscere ogni angolo di questa terra, ma è possibile comunicare ciò con cui si viene a contatto e regalarne una visione a chi sarà interessato a leggerne le storie.

2015/09/17

I nuovi ebrei

I nuovi ebrei
 


Si muovono in massa con fagotti pesanti
Riempiono treni, assaltando vagoni
Forti e tanti
Senza alcuna ubicazione
ln campi di concentramento
 Derisi e picchiati
Marchiati sulla pelle
In Germania applauditi
 
Regalano fiori a istituzioni e a ospedali
Marciano su carrozzelle
 
Figli di patria perduta
Meta di avvoltoi erranti
Patria è sogno ed incubo

La ricerca della sopravvivenza non è una demenza
Sterilità di provvedimenti
Macchinazioni delle menti
Coalizioni e bombe neutrali
Dei rimedi davvero legali
Filmare la morte
Aspettando la vita
I nuovi ebrei

 

Foto http://www.corrieredellosport.it/news/notizia-ultima-ora/2015/09/11-3904285/migranti_ungheria_altri_3_226_arrivi/?cookieAccept

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2014/11/09

Dio delle tovaglie


Dio delle tovaglie

Ho appreso quadretti colorati e cerchi affumicati,
ho appeso frutti sgocciolati e fiocchetti impanati,
ho stirato cuori freddi e conchiglie trasparenti.
Ho consumato cene fredde su cerate di ferro a vapore.

Non ti ho mai detto di quanto i tuoi occhi nascondano silenziosi segreti, di come tu sia geloso nel rivelare la tua terra o di quanto tu abbia paura di condividere quell’amaro sapore che sa di amore e frustrazione.

Tu geloso e muto conservi dentro i colori e vesti un grigio rancore che sa di calore.
Non dissipare parole remote.
Parole mute e silenzi mutevoli, un di’ trasformeranno crisalidi in gigantesche farfalle,
non importa se colorate o falene della notte; il silenzio non nuoce, le troppe parole confondono atmosfere.
Il gusto quello giusto sta dentro un guscio polposo e non sazia mai, si affama di piacere.
Piacere incontenibile ed insaziabile, inevitabile mai abbordabile.
Regalati quiete rigenerante, il tempo ripagherà i rumori del vento e li consacrerà a musiche dell’infinito.

2014/10/14

Concorso di coscienza in quiescenza

Concorso di coscienza in quiescenza

Sembra essere isolato senz esser valutato.
Non solo affermazioni, anche diffamazioni.

Caro lo stillicidio ho appreso il maleficio.
Di grande beneficio per esser così ligio.

Attendo affusolata senza essere affamata.
Ho preso bene nota di essermi già rotta.

2014/02/26

Una canzone per Yarmouk

Una canzone per Yarmouk 

2013/10/22

Affogare il bisogno

Affogare il bisogno

disegno di un bambino eritreo sopravvissuto al naufragio del 3-10-2013

Non vorrei lamentarmi. 
Vorrei essere propositiva e libera di sperare in ciò che dovrebbero rappresentare le istituzioni.  L'immobilità e il peggioramento dello stile di vita del nostro globo, mi sconfortano tremendamente.

Per un attimo ho provato ad immedesimarmi in quella donna che nel naufragio del 3 ottobre 2013, a Lampedusa, nella confusione e disperazione del momento ha dato alla luce il suo bimbo, per consegnarlo nelle mani della morte. Ho un immagine costante che mi disturba: da un lato la paura, la fragilità, dall'altro il mare, la speranza nella nuova vita. Poi, il nulla, il silenzio. 

Guardo i superstiti della strage e vedo delusione, paura e angoscia. 
Bimbi dagli 11 ai 17 anni che nonostante tutto riescono a sorridere, a ridere e trascorrono il loro tempo nel programmare il futuro più prossimo, nella speranza che domani sarà meglio e si dimenticherà. In realtà sono persone  forti, forse la spegiudicatezza dell'età gli regala, fortunatamente, la possibilità di non sprofondare del tutto. Io credo che non ce la farei. Pur non essendo stata testimone oculare del naufragio, noto gli strascichi lasciati su questi bimbi e sto male, non riesco a farmene una ragione. Il sistema che abbiamo creato ci riduce a vittime di noi stessi. C'è bisogno di riformare il pensiero globale, c'è bisogno di semplificare i processi del sistema, c'è bisogno... e quando arriverà tutto questo?

2013/09/18

I SIRO-PALESTINESI: LA GUERRA, L'ACQUA ALLA GOLA E LA DEPORTAZIONE EGIZIANA


I SIRO-PALESTINESI: LA GUERRA, L'ACQUA ALLA GOLA E LA DEPORTAZIONE EGIZIANA

E' del 17 settembre la notizia degli spari della guardia costiera egiziana su un barcone di 200 siro-palestinesi che cercavano di raggiungere l'Italia. Si parla di 2 morti, alcuni feriti e dell'arresto dei passeggeri.
Alcune associazioni di tutela dei diritti denunciano i mal trattamenti delle autorità egiziane nei confronti di chi scappa dal conflitto siriano.
Almeno 236 siriani e palestinesi, sono già stati deportati dalle autorità egiziane in Turchia, in Libano e in Siria arrestati all' aereoporto. A fine agosto erano stati individuati, su un'isola vicino ad Alessandria, mentre cercavano di recarsi in Italia con l'aiuto di trafficanti. Successivamente trasportati ad Abu Qir, un accampamento militare ad Alessandria orientale e in seguito trasferiti alla stazione di polizia di Montazah. L' accusa è quella di aver cercato di lasciare l'Egitto in maniera irregolare. Molti siriani, tra cui donne e bambini sono detenuti in carcere e non hanno avuto accesso a cure mediche, fra loro si contano malati di cancro e bambini con infezioni cutanee.
Secondo l' UNHCR, ci sono 124.730 profughi provenienti dalla Siria registrati in Egitto. Secondo le autorità egiziane molti di più.
Dopo il golpe militare e la caduta di Mohamed Morsi avvenuta il 3 luglio 2013, l'atteggiamento nei confronti dei profughi siriani è mutato, predisponendo l'8 luglio 2013, come requisito essenziale per l'accesso all' Egitto, l' ottenimento di un visto di ingresso richiesto prima del viaggio.
Dal 1° luglio le autorità hanno arrestato almeno 250 siro- palestinesi a cui si aggiungono i siriani arrivati il 17 settembre e i crescenti numeri (ancora non ufficiali) denunciati dagli attivisti che, in queste ore, raccontano di una serie di arresti avvenuti presso le coste egiziane.
Più della metà dei circa 530.000 rifugiati palestinesi che vivono in Siria sono diventati sfollati a causa del conflitto interno e più di 1.400 sono stati uccisi, la stragrande maggioranza dei quali civili.
La situazione diventa alquanto drammatica quando a tutto ciò si aggiunge la mancanza di vie d'uscita per così dire legali: la mancanza di rappresentanze consolari in Siria, la chiusura dei valichi di frontiera e le difficoltà pratiche nel circolare all'interno del territorio siriano.
Recentemente la Svezia ha dichiarato di voler accogliere i profughi siriani, donandogli un permesso di soggiorno permanente, questa notizia ha procurato una grande confusione per coloro che si trovano in cerca di una via d'uscita in Medio Oriente, che hanno affollato le rappresentanze svedesi all'estero, pensando di poter richiedere protezione internazionale.
Dal G6 a Roma, il ministro Merkel suggerisce una soluzione: il rilascio di un “visto europeo” sul modello statunitense. Una proposta che pare voler superare Dublino II e ridurre il numero dei profughi sulle coste italiane, ma che non spiega dal punto di vista pratico come agevolare il rilascio dei visti ai siriani, che non hanno possibilità di recarsi alle rappresentanze consolari in Siria e non suggerisce una soluzione al fenomeno dei flussi, per così dire, 'clandestini' che provengono dall'Egitto.
La questione palestinese torna ad essere più attuale che mai: i palestinesi non hanno un posto sicuro in cui rifugiarsi e la terra a cui appartengono porta il nome israeliano ed è territorio impenetrabile. I negoziati di pace per il diritto al ritorno dei palestinesi sono iniziati questa estate e rimarranno segreti fino alla conclusione, a metà 2014. L'obiettivo sarebbe la costituzione di uno stato palestinese limitrofo a quello israeliano, ma le difficoltà per le continue divergenze tra israeliani e palestinesi allontanano sempre di più l'aspettativa.
Nella speranza che l'Europa riesca a trovare una soluzione per la collocazione dei rifugiati che cercano di scappare dalle guerre e nella speranza che il conflitto siriano cessi al più presto, l'unica constatazione possibile da fare è che che si sta perpetuando, su diversi fronti, uno sterminio di massa, che la comunità internazionale dovrebbe bloccare al più presto con soluzioni decise e subito attuabili.

Manuela Scebba


Fonti e approfondimenti:











2013/07/17

Lete

LETE


Gocce di sangue mute si infrangono nel fragore di una battaglia.
Non odo voci, i miei sensi producono i suoni mancanti:

Una sequenza
Un'immagine
Urlo dentro

IO PERDO ME

Dissanguarsi Svuotarsi Sventrarsi
Perdere il Sè 
Goccia dopo Goccia

PAURA

cadere, svenire, vomitare, soffocare
piangere, urlare, tremare, rimpiangere

SVANIRE

OBLIO non deve essere
OBLIO non può essere

Non saremo chiamati a bere dal fiume Lete, 
- noi no -
solo Loro potranno.